Un amico del cuore

“L’anima non si nasconde. Nonostante gli snaturati tatuaggi, mi pareva di scorgere le tracce di un cuore onesto e semplice, e in quegli occhi grandi, profondi, d’un nero vivido e audace, lampeggiava un coraggio da sfidare mille diavoli”.

“… la sua testa era frenologicamente bellissima. Potrà parer ridicolo, ma a me ricordava quella del geneerale Washington, come lo si vede nei busti popolari. Aveva lo stesso lungo graduale pendio sfuggente oltre le ciglia, che pure erano sporgentissime come due lunghi promontori densamente alberati in cima. Quiqueg era lo sviluppo cannibalistico di George Washington.

“Voglio provare un amico pagano, pensai, dacchè la benevolenza cristiana si è rivelata una forma di cortesia così vuota”.

“Come vada non so, ma non c’è altro posto, per le confidenze tra amici, che il letto. (…)
E così quella volta, nella luna di miele dei nostri cuori, giacemmo io e Quiqueg, coppia assetata e amorosa”.