Miraggi

“È un modo che ho io di scacciare la tristezza, e regolare la circolazione. Ogni volta che mi ritrovo sulla bocca una smorfia amara; … allora mi rendo conto che è tempo di mettermi in mare al più presto.”

“Ma guardate! Arrivano altri gruppi che marciano dritti all’acqua come volessero tuffarsi. Strano! Niente li soddisfa se non il limite estremo della terra, oziare a riparo del vento, all’ombra di quei magazzini, non basta. No. Debbono andare vicino all’acqua, quant’è possibile senza cascarci dentro. Ed eccoli là piantati per miglia e miglia, per leghe. Gente dell’entroterra tutti, vengono da traverse e vicoli, strade e viali, da nord e sud, dall’est e dall’ovest. Ma qui si ritrovano tutti quanti. Ditemi, è la forza magnetica degli aghi di bussola di tutte quelle navi, forse, che li attira qui?”

“[…] Quanto a me, io sono tormentato da una smania sempiterna per le cose lontane. Mi piace navigare mari proibiti e approdare su coste barbariche”.